La comunità della salute pisana: l’agricoltura sociale a supporto delle reti di protezione locali

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L’agricoltura sociale rappresenta un’innovazione sociale nel panorama del welfare nazionale. Una innovazione avviata dal basso, dai portatori di pratiche che, poi, attraverso attività di rete e di confronto, è stata normata, prima a livello regionale in Toscana, nel febbraio del 2010, per poi essere riconosciuta, a livello nazionale, dalla L.141/2015.

Il territorio pisano ha, fin dall’inizio, rappresentato un’area di riferimento per questo tipo di innovazione sul territorio nazionale e comunitario. Le prime azioni e ricerche sono state avviate nel 2003, il primo progetto comunitario sul tema, nel 2006, è stato coordinato dall’Università di Pisa con il pieno coinvolgimento degli attori locali e regionali e con il coinvolgimento delle istituzioni locali competenti in materia socio-assistenziale – SdS, ASL-, il mondo del terzo settore e quello delle imprese agro-zootecniche.

Il progetto Orti E.T.I.C.I. gestito sui terreni dell’Università di Pisa da una ATS originale, costituita tra mondo pubblico del privato d’impresa e del privato sociale, con la piena collaborazione della SdS Zona Pisana e dei servizi ASL, ha contribuito attivamente negli ultimi 10 anni alla creazione della rete pisana di agricoltura sociale, come al consolidamento del suo funzionamento.

Elemento centrale dell’innovazione in agricoltura sociale è la possibilità di co-produrre beni privati (alimenti) e pubblici (inclusione sociale, co-terapia e inclusione lavorativa), riattivare la società locale all’assunzione di responsabilità multiple nei confronti dei temi come il cibo, il disagio sociale, la qualità, anche ambientale, dei luoghi di vita, l’opportunità di spostare l’attenzione dalle risorse pubbliche verso una rinnovata sussidiarietà e responsabilità delle comunità locali.

In una fase di revisione delle politiche del welfare e a fronte di bisogni crescenti delle popolazioni, la rete Pisana rappresenta una innovazione capace di creare e distribuire vantaggi molteplici per tutti gli attori coinvolti e per il territorio. Non a caso un numero elevato di ricercatori, operatori sociali, soggetti istituzionali, provenienti da tutte le aree di Europa e da fuori Europa, negli ultimi anni, hanno mostrato attenzione ed interesse nei confronti dell’esperienza pisana cercando apprendimenti e lezioni utili da trasferire nei contesti di provenienza.

La giornata vuole rappresentare questa ricchezza e valutare le lezioni utili per lo sviluppo del sistema dell’agricoltura sociale a supporto delle reti di protezione sociale del territorio locale, regionale e nazionale.

La giornata vuole rappresentare questa ricchezza e valutare le lezioni utili per lo sviluppo del sistema dell’agricoltura sociale a supporto delle reti di protezione sociale del territorio locale, regionale e nazionale.

Locandina dell’evento:


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